E’ più importante conoscere l’avversario o noi stessi?

Spesso, erroneamente, in un combattimento oppure in un’aggressione, si cerca di capire cosa farà l’avversario, quali saranno le sue mosse, lo si studia e si cerca di prevenirlo.

Perdiamo così tante energie e soprattutto l’occasione di colpire per primi, distraendoci nel concentrare le nostre attenzioni su di lui.

Pensando all’avversario, subiamo inconsciamente le sue tecniche, aspettiamo i suoi attacchi, andiamo dove lui vuole “portarci”.

In realtà, dovremmo imparare a conoscere noi stessi, i nostri limiti, le nostre reazioni, le nostre paure; solo così potremmo puntare ad avere la meglio.

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Dovremmo studiare più profondamente il vero nemico, quello che è dentro di noi, quello che combatte contro di noi tutti i giorni.
Vincendo lui, vincendo le nostre resistenze, i nostri timori, tutti gli altri nemici “esterni” perderanno forza su di noi.

Una volta raggiunta questa consapevolezza del nostro “io”, questa pace interiore, il nostro avversario la percepirà nel nostro sguardo, nel nostro respiro, nella nostra reazione.

Non dobbiamo sentirci dei supereroi, non vi sto insegnando a non considerare il pericolo, anzi.
Vi sto però esortando a non subirlo, a non indebolirvi di fronte ad una situazione di emergenza.

Il vero nemico da battere è quindi dentro di noi; siamo noi, quando cediamo nelle difficoltà, quando crediamo di aver perso ancor prima di aver combattuto, quando ci tiriamo indietro dalle sfide, di qualsiasi tipo.

Per questo motivo, insieme al nostro fisico, dobbiamo far crescere anche la nostra mente, dobbiamo allenarla a far sì che non ostacoli le nostre azioni.

Solo così mente e corpo potranno agire liberi, senza vincoli; solo così potremo arrivare alla massima espressione della filosofia Marziale: vincere senza combattere !

M° Maurizio Paderni
CSKF – Brescia

23/02/2016

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